Magari studia pure tu la differenza tra “critica costruttiva” e “spocchia sterile”, così la prossima volta fai davvero l’intellettuale invece di fare solo scena.
Veramente sei tu che hai parlato di scorregge, mandandola in vacca.
E la spocchia è solo tua, al di là della risposta che mi hai dato su: ti avevo segnalato anche in privato con gentilezza questo errore grossolano, proprio perché ero curioso di leggerti, ma l’hai ignorato.
Tipico di chi sente arrivato. Anzi: arrivatə, in linea con chi crede che scrivere sia una roba di tendenza.
Da sottolineare come ne risenta anche l'offerta culturale italiana che non sta al passo, riproponendo gli stessi autori. La stessa editoria (ma anche cinema) è in crisi da anni. Si preferisce il fallimento o l'autoreferenzialitá all'autocritica e al cambiamento. Grazie per l'articolo, mette in luce dinamiche oscure per una persona esterna come me.
Sì potrebbe dire che i mestieri aspirazionali tendono a essere pagati pochissimo (o non pagati ) in una società dove il reddito da capitale supera di gran lunga il reddito da lavoro . Dato che molti possono permettersi di non avere un reddito da lavoro ma sono appassionati di teatro, arte, architettura ecc .. i salari tendono allo zero . Forse un giorno si arriverà (o si è già arrivati ? ) a pagare per lavorare , il salario negativo .
L'industria culturale vive di paradosso, esserne parte è come essere un ebreo che sostiene Hitler, o un palestinese che aiuta il Mossad, o Gandalf che chiede permesso a Sauron per aiutare Frodo. Eccetera. Bell'articolo, lo divulgo.
Narrativa al posto di narrazione non si può leggere però.
Ho una scorreggia in canna che tiene il tuo nome
Va bene, rimane che narrativa e narrazione non sono la stessa cosa e se vuoi fare l’intellettuale è meglio non confondere i due significati.
Magari studia pure tu la differenza tra “critica costruttiva” e “spocchia sterile”, così la prossima volta fai davvero l’intellettuale invece di fare solo scena.
Veramente sei tu che hai parlato di scorregge, mandandola in vacca.
E la spocchia è solo tua, al di là della risposta che mi hai dato su: ti avevo segnalato anche in privato con gentilezza questo errore grossolano, proprio perché ero curioso di leggerti, ma l’hai ignorato.
Tipico di chi sente arrivato. Anzi: arrivatə, in linea con chi crede che scrivere sia una roba di tendenza.
Ciao.
Non è spocchia, è che non ho tempo di fare ripetizioni gratuite a chi confonde curiosità con pedanteria. Baci e abbracci
Quanto fa male questo articolo (e quanto colpisce vicino a casa)
Grazie per questo chiarissimo articolo, particolarmente utile a me, generazione boomer, senza figli e nessun contatto con giovani.
Da sottolineare come ne risenta anche l'offerta culturale italiana che non sta al passo, riproponendo gli stessi autori. La stessa editoria (ma anche cinema) è in crisi da anni. Si preferisce il fallimento o l'autoreferenzialitá all'autocritica e al cambiamento. Grazie per l'articolo, mette in luce dinamiche oscure per una persona esterna come me.
Lo chiedo perché sono sinceramente curiosa di sapere cosa ne pensi, dato che il Festival si svolge anche a Torino: della Letteratura Working Class.
Grazie
Ciao non conosco! Mi informerò e grazie per avermelo segnalato :)
Sì potrebbe dire che i mestieri aspirazionali tendono a essere pagati pochissimo (o non pagati ) in una società dove il reddito da capitale supera di gran lunga il reddito da lavoro . Dato che molti possono permettersi di non avere un reddito da lavoro ma sono appassionati di teatro, arte, architettura ecc .. i salari tendono allo zero . Forse un giorno si arriverà (o si è già arrivati ? ) a pagare per lavorare , il salario negativo .
L'industria culturale vive di paradosso, esserne parte è come essere un ebreo che sostiene Hitler, o un palestinese che aiuta il Mossad, o Gandalf che chiede permesso a Sauron per aiutare Frodo. Eccetera. Bell'articolo, lo divulgo.