Io sono classe 84 e l'Aska l'ho visto nascere. Andavo a scuola li di fianco e quindi, per tutta una serie di motivi, l'Aska per me fa parte della storia di Torino e di una parte della mia adolescenza. Lo sgombero, così come " l'amministrazione controllata " non sono accettabili. Il dissenso e la protesta sono sacrosanti. Il 20 dicembre, due giorni dopo lo sgombero, ero presente, e la polizia aveva già oltrepassato il limite con idranti e lacrimogeni, nonostante tutto fosse pacifico. Ieri c'ero, entro poco nel merito, ma la narrazione è come sempre la stessa. Solo una faccia della medaglia, quella che i media vogliono mostrare, tralasciando tante altre cose, e tralasciando soprattutto una cosa importante. Che chi reprime e toglie spazi e dissenso con la forza e la violenza, non potrà mai asepttarsi una colomba della pace come risposta. E poi, sarebbe ora che i giornalisti si facessero più furbi. Non siamo più come a Genova 2001, dove filmare e documentare era più macchinoso. Oggi, tuttə bene o male riusciamo a farlo. Le loro immagini mostrate a metà, valgono zero. Chi vuole sapere lo può fare, e loro possono raccontare tutte le cazzate che vogliono...
Ero lì anche se per motivi anagrafici e logistici l'Aska non l'ho vissuto come l'hanno vissuto le generazioni dopo la mia.
Ero li perche pero ho vissuto altri momenti e altre manifestazioni, ho vissuto il El Paso e il Leoncavallo quando era nella via che gli ha dato il nome. Ero lì perché trovavo giusto dare solidarietà a loro e al quartiere e perchè non volevo doverne parlare per sentito dire o per ideologia, come tanti stanno facendo da giorni.
E se vogliamo che i ragazzi di oggi e quelli di domani possano continuare a sentirsi liberi dobbiamo partecipare insieme a loro e per loro.
Ero lì perche non puo esistere libertà senza partecipazione, come avrebbe cantato un certol signor G.
Io sono classe 84 e l'Aska l'ho visto nascere. Andavo a scuola li di fianco e quindi, per tutta una serie di motivi, l'Aska per me fa parte della storia di Torino e di una parte della mia adolescenza. Lo sgombero, così come " l'amministrazione controllata " non sono accettabili. Il dissenso e la protesta sono sacrosanti. Il 20 dicembre, due giorni dopo lo sgombero, ero presente, e la polizia aveva già oltrepassato il limite con idranti e lacrimogeni, nonostante tutto fosse pacifico. Ieri c'ero, entro poco nel merito, ma la narrazione è come sempre la stessa. Solo una faccia della medaglia, quella che i media vogliono mostrare, tralasciando tante altre cose, e tralasciando soprattutto una cosa importante. Che chi reprime e toglie spazi e dissenso con la forza e la violenza, non potrà mai asepttarsi una colomba della pace come risposta. E poi, sarebbe ora che i giornalisti si facessero più furbi. Non siamo più come a Genova 2001, dove filmare e documentare era più macchinoso. Oggi, tuttə bene o male riusciamo a farlo. Le loro immagini mostrate a metà, valgono zero. Chi vuole sapere lo può fare, e loro possono raccontare tutte le cazzate che vogliono...
Ti abbraccio fortissimo
Grazie! E sono felice di non aver letto la solita retorica che gira e girerà per mesi
❤️🔥
🫂
Grazie
🫂
Ero lì anche se per motivi anagrafici e logistici l'Aska non l'ho vissuto come l'hanno vissuto le generazioni dopo la mia.
Ero li perche pero ho vissuto altri momenti e altre manifestazioni, ho vissuto il El Paso e il Leoncavallo quando era nella via che gli ha dato il nome. Ero lì perché trovavo giusto dare solidarietà a loro e al quartiere e perchè non volevo doverne parlare per sentito dire o per ideologia, come tanti stanno facendo da giorni.
E se vogliamo che i ragazzi di oggi e quelli di domani possano continuare a sentirsi liberi dobbiamo partecipare insieme a loro e per loro.
Ero lì perche non puo esistere libertà senza partecipazione, come avrebbe cantato un certol signor G.