7 Commenti
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Avatar di Morciano

Grazie. Io che arrivo da una famiglia in cui Canale 5 era l'unica finestra sul mondo, in cui la terza media era il livello massimo di realizzazione e l'ISEE la protezione minima, non posso che dirti grazie. E chi se la scorda la prima edizione, con una Daria Bignardi che sembrava stesse per presentare il futuro della televisione. Poi il GF si è rivelato subito per quello che era: una gigantesca rappresentazione a metà strada tra commedia napoletana e un soap opera newyorkese. Nulla di più, nulla di meno: però, per le donne e i maschi come me che non seguivano il calcio, ci dava la scusa per essere spettatori di una grande narrazione.

Ho smesso di guardarlo perché, per il mio percorso di emancipazione, è stato fondamentale abbandonarlo e, se dovessi riguardarlo oggi, ci sono troppi trigger familiari che mi si attivano. Con Checco Zalone, invece, ce l'ho fatta a sovrascrivere. Per quelli come me - cresciuti nelle popolari dove l'unico insegnamento era shcopare - Rai 3 è stata una conquista ma, al tempo stesso, è sempre stata dura sentire quelli che, dai loro banchi dell'università o da lavori non massacranti, stavano lì a vedere il nemico numero 1 in chi, a fine giornata, voleva semplicemente spegnere il cervello davanti alla TV. Noi abbiamo il 𝙙𝙞𝙧𝙞𝙩𝙩𝙤 di accedere a Kafka o di qualcuno che ci spieghi Umberto Eco, non il 𝙙𝙤𝙫𝙚𝙧𝙚 di essere abbonati a Internazionale. Grazie.

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Grazie per questo splendido commento ♥️

Avatar di Alessandro

Una curiosità: hai visto il film Tutta la vita davanti? Questo pezzo me lo ricorda parecchio. In senso buono eh :)

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Certo! A 15 anni mamma mi ha regalato il libro :)

Avatar di CescaGenty

Io sono sempre stata una grande appassionata di Mediaset e di ciò che ha provato a raccontare.

Mediaset nasce come televisione religiosamente milanese e finisce per essere la televisione degli italiani, prima di una certa categoria di italiani e ora di quanti più italiani possibili.

Non riesco a guardare i reality perché non ho il tempo, ma Temptation Island, Uomini e Donne e C'è posta per te sono annualmente il mio posto sicuro e, sfortunatamente o fortunatamente, non ho quasi nessuno con cui parlarne.

Il mio più grande accanimento sono le serie tv turche che Mediaset acquista e che mette in mostra sui suoi schermi: decine di serie TV turche che hanno dinamiche simili, personaggi standard, trame fatte con lo stampino eppure estremamente accattivanti per me. Io ho un religioso bisogno di tutta questa munnezza perché la munnezza funziona, perché ha dei meccanismi fantastici e perché, vaffanculo Corona, Selvaggia Lucarelli il suo lavoro non lo fa bene, lo fa benissimo. Ma soprattutto sarei curiosa, semmai un giorno tu avessi bisogno di uno spunto, di un commento sulle serie tv turche. Non ho bisogno che tu ne guardi una intera, non ti costringerei mai ad una violenza simile, ma il tuo modo di raccontare il trash è così bello che se potessi avere una tua opinione sul meccanismo di Forbidden Fruit o di Love Is in the air io mi sentirei a posto con la coscienza

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Ti voglio bene e me le sparo tutte e due solo per te ♥️ grazie davvero

Avatar di Giovanni Di Rosa

Bellissimo articolo. In trentadue anni di vita ho guardato un paio di edizioni. A mio avviso, la solitudine è sicuramente strutturale ed è ciò che ci spinge a sederci davanti al televisore, ma ci sono anche altre motivazioni. Credo sia un modo per spegnere il cervello. Quando ho guardato reality ho sempre apprezzato l'ilarità che mi suscitavano determinati oggetti del contendere, pur trovando preoccupante il mio attaccarmi a tale storytelling. C'è inevitabilmente una componente voyeuristica.