Scrollo, ergo dubito

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Backstage

La tizia brava o la tizia famosa?

storie di screenshot, privilegio, sensi di colpa e crescere.

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Kants Exhibition
feb 04, 2026
∙ A pagamento

In questo post parlerò di questi argomenti:
“Ma tu vuoi essere brava o famosa? Perché brava lo diventi facendo qualcosa, famosa lo puoi diventare anche senza fare niente.”
Da qui parte tutto, perché in questi giorni mi è tornata addosso la domanda più irritante e più “vera” del mestiere ovvero cosa stiamo davvero cercando quando scriviamo, quando parliamo, quando ci esponiamo, e soprattutto quanto siamo disposti a farci usare pur di restare visibili.

Poi c’è l’altra questione, quella che fa sempre finta di essere un dibattito morale ma in realtà è una lotta per il controllo: è giusto pubblicare gli screenshot di conversazioni private? Sì, no, dipende e soprattutto chi decide dov’è il limite quando il confine tra denuncia e spettacolo diventa una linea disegnata col righello dalla parte che vince?
In mezzo ci sono finite anche nomi di persone percepite come autorevoli: Simonetta Sciandivasci per poi continuare con Guia Soncini, ed il solito circo di gente che si indigna, si schiera, fa screenshot degli screenshot e poi si convince che questa cosa abbia a che fare con la giustizia.

Nel frattempo toccherebbe anche imparare a incassare che non vuol dire farsi andare bene tutto, vuol dire smettere di regalare sangue a ogni colpo, organizzarsi per far sì che quando arrivano facciano meno danni possibile, accettando però la parte più odiosa: un po’ male lo fanno comunque, sempre, anche quando fai la dura. E quando qualcuno dice che una manifestazione se segue gli schemi, smette di essere protesta e diventa passerella mentre io penso a quante volte ci piace l’idea della lotta, ma ci piace ancora di più l’inquadratura, il tono giusto, la foto giusta, la frase buona da riportare a casa come souvenir.

A un certo punto, comunque, diventa anche una questione di furbizia, nel senso minimo umano, di sopravvivenza anche perché non sono il giustiziere della notte e non devo salvare nessuno ma se proprio devo scegliere un ruolo, mi sono sempre stati più simpatici i cattivi dei film Disney almeno non fingono di farlo per il bene comune.

E dentro tutto questo c’è il tema che mi perseguita da anni e che adesso non posso più fingere di non vedere: il privilegio economico. Come ho vissuto io quello degli altri, come lo vedo addosso alle persone che mi circondano, specialmente addosso a me e soprattutto come impatta davvero nel concreto non solo le vite, ma anche i prodotti culturali, chi può permettersi di sbagliare, chi può permettersi di sparire, chi può permettersi di fare “la brava” senza dover diventare “famosa” per campare.

Visto che io voglio viverci di questa cosa (scrivere) e so per esperienza che la maggior parte delle persone preferisce il gossip al “dietro le quinte” allora mi spiegate perché dovrei continuare a fare da carcassa ai corvi dell’industria culturale? Quelli che non aspettavano altro che ritrovarsi nei gruppi WhatsApp a parlarsi male addosso, a scambiarsi like come figurine e a sentirsi importanti grazie al disprezzo reciproco, quando invece posso fare una cosa molto più semplice: raccontarla come si deve e monetizzarla in modo pulito con i loro soldi sporchi.

E no, non mi illudo nemmeno che questo post interessi davvero a chi sta fuori da quei giri, perché da fuori sembra tutto uguale, un teatrino di nomi e micro scandali con zero conseguenze, però se per caso mi sbaglio, se ti interessa capire come funziona davvero quel meccanismo e non solo chi ha detto cosa a chi, scrivimi su Instagram e ti mando un link gratuito per leggere questo post.

Benvenuti e benvenute in “Backstage”.
Uno spazio volutamente anti-performativo: più intimo, più lento, più vero. Racconterò la mia vita e il tentativo di far diventare la scrittura la mia unica entrata, senza capi né editori. Dentro ci troverete pensieri scritti di getto sulle notizie del giorno, libri che mi passano per le mani, musica che mi tiene in piedi. È come se aprissi la mia Moleskine, o le note del telefono.
Esce ogni giorno o quantomeno
dovrebbe.

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