“Backstage” è la mia nuova rubrica. Uno spazio volutamente anti-performativo: più intimo, più lento, più vero. Racconterò la mia vita e il tentativo di far diventare la scrittura la mia unica entrata, senza capi né editori. Dentro ci troverete pensieri scritti di getto sulle notizie del giorno, libri che mi passano per le mani, musica che mi tiene in piedi. È come se aprissi la mia Moleskine, o le note del telefono. Dal 1 Gennaio diventa a pagamento. Esce ogni giorno.
Sì lo so, pubblico agli orari più assurdi del pianeta ma continuo a sostenere che gli orari siano un concetto capitalista del 9-18 travestito da disciplina produttiva e che sul web si applichi la stessa logica: l’algoritmo come nuovo cartellino da timbrare. Quando in realtà internet non ha né spazio né tempo ha solo sé stesso.
Ieri ho guardato Terrazza Sentimento, su consiglio di amici, e ho avuto un trigger così forte che poi non sono più riuscita a dormire. E sì, lo so cosa state pensando “Giulia, questo backstage è diventato la saga dei tuoi tentativi falliti di dormire, e adesso dai la colpa pure a un documentario?”. Avete ragione, ma lasciatemi spiegare.


