Benvenuti e benvenute in “Backstage”.
Uno spazio volutamente anti-performativo: più intimo, più lento, più vero. Racconterò la mia vita e il tentativo di far diventare la scrittura la mia unica entrata, senza capi né editori. Dentro ci troverete pensieri scritti di getto sulle notizie del giorno, libri che mi passano per le mani, musica che mi tiene in piedi. È come se aprissi la mia Moleskine, o le note del telefono.
Esce ogni giorno o quantomeno dovrebbe
Durante i corsi di scrittura dicono: descrivi ciò che hai intorno quando non sai esattamente cosa vuoi raccontare - allora mi chiedo se non lo sai non farlo - ma scrivere è un esigenza? davvero? ci provo allora: ho la maschera di OVS aloe vera e rollarsi le sigarette è un problema - poi vabbè anche fumarle perché ho sempre paura che mi prenda fuoco la faccia - non ricordo dove ho messo la sigaretta elettronica - devo comprare il liquido per diluire il cbd - forse prima dovrei trovarla - ma quanti soldi mi arrivano questo mese? - ma devo mandare dei cv? - cazzo il neurologo - porco dio il neurologo - devo prenotarlo - lo farò dopo - ora sono solo le 6.41 - cazzo non trovavo l’accendino - quando ero giovane li rubavo sempre - infatti ero sempre in giro - non mi mancava mai l’accendino - accendo la sigaretta e guardo casa:
c’è una busta di plastica gialla Esselunga di quelle rigide per terra
una scarpa vicino al bancone
affianco alla porta ho improvvisato un porta scarpe
sopra c’è un salvadanaio aperto con tutte le monete sparse sopra
alcune polaroid
una poesia
mi fa male un piede
Devo finire sto cazzo di libro - in realtà più roba - ma non riesco - non so spiegarmelo ancora ma non riesco - eppure ci penso sempre alla trama - costantemente - chiamo questi momenti “gestazione” - riaccendo la sigaretta - odio queste cartine - forse potrei uscire fuori a comprarmi le sigarette vere - dopo la maschera - ho ucciso col dito un insetto sopra lo schermo - pensa se da grande divento Wallace - ma sono già grande - ma quanto grande? - troppo - poco - troppo - poco - troppo - poco - troppo - poco - troppo - poco - troppo - poco
CAPSULA DEL TEMPO 2014 SETTEMBRE
In quel periodo mi vestivo ispirata alle Bratz di quando ero bambina, per non parlare del corpo, stavo scendendo vertiginosamente sotto i 47kg e questo controllo a me piaceva, come mi piaceva C. anche se ero fidanzata, le dissi che non c’era problema e che poteva dormire a casa mia che c’era anche una mia amica e quella sera non facemmo niente però tengo una foto vecchia vecchissima con lei e altre 2 amiche.
Skippando a due settimane dopo, la invito di nuovo a Torino ed in quel periodo per mantenermi Bratz non mangiavo mai, sicuramente evitavo di farlo davanti agli altri, fatto sta che mi ubriacai tantissimo in chissà quale locale (credo San Salvario?), in quel periodo bevevo solamente shot e ricordo solo in terza persona che ci siamo sedute per un attimo affianco e ci siamo baciate, poi ho vomitato, lei è corsa in bagno con me a tenermi per i capelli (lunghi, biondi quasi bianchi, extension). Poi c’è un’altra foto che mi ritrae sdraiata per strada parecchio - decisamente sbronza.
LA CAPSULA SI DISTRUGGE ///// PROLOGO /////
Mai stare con qualcuno che preferisce la cocaina a te e soprattutto pensare di sposarsi a poco più di vent’anni è una stronzata.
FINE
Ho tolto la maschera, dovrei lavarmi il viso, uscire a compare le sigarette, andare in palestra e capire come diventare grande - ma io grande lo sono già - ti prego fai che non sia il mio corpo grande - a volte vorrei tornasse piccolo - minuscolo - insignificante - magari - occupo troppo spazio nel mondo - a volte sogno di abbandonare tutto e di aprire un’attività.
COME VORREI LA MIA ATTIVITA’:
Mi piacerebbe averla in Vanchiglietta.
Appena entri c’è una libreria, per carità non grandissima, mi piacerebbe averla come quella che c’è a San Lorenzo, mi piacerebbe averla specializzata nei libri che piacciono a me e fanculo metterci Teresa Ciabatti o Roberto Saviano o Zerocalcare, io nella mia libreria ci metto cosa voglio - dovrò pur venderli questi libri? - vabbè poi ci pensiamo da grandi. Voglio che dentro ci siano anche i fiori, nel senso che tu puoi venire e comprarti un libro ed un fiore insieme. Si può fare? Questo è un business fallimentare non tanto per l’idea, ma perché prevede che io mi debba svegliare in un certo modo ad un certo orario tutti i giorni, sennò chi li vende i libri? Chi li innaffia i fiori? Forse non ci sono adatta - idea scartata va bene solo desiderarla.
Come dicono le scuole di scrittura: guardati attorno.
Il gatto guarda la finestra del balcone e sta iniziando a diventare tutta la stanza blu perché il sole sta salendo, io ho dormito poco più di tre ore, dovrei prenotare il neurologo, andare in palestra, comprare le sigarette, capire come riuscire a scrivere anche se in realtà vorrei solamente piangere. Piangere come una disperata, a singhiozzi. Forse dovrei mollare tutto davvero, perché sì.

