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Avatar di Gioia Castronaro

Bellissima lettura, grazie. Non ho Netflix, ma non lo vedrò lo stesso. Sono stanca della beatificazione di Fabrizio Corona: è da quando sono una ragazza che il mondo si divide in modo manicheo e nessuno che lo guardi per quello che è. Uno che ha giocato ad essere senza scrupoli, un maranza ante litteram che invece della violenza fisica ha usato quella morale, insinuandosi nelle pieghe del gossip solo perché essere paparazzo era di per sé amorale e che quel tipo di "informazione" sembrava dovesse esistere (ma poteva benissimo non esserci) solo per rispondere alla richiesta pruriginosa indotta dalla società dell'immagine sulla gente normale. Insomma, parliamo di un lavoro non di informazione, che ha rovinato la vita di tanta gente e o cervello dii tanta altra di cui si sarebbe potuto fare tranquillamente a meno.

Ovviamente la mia è la parziale visione di una ragazza che negli anni Novanta e Duemila ha subito pesantemente nell'età dello sviluppo queste narrazioni distorte, tossiche e accettate in modo acritico da tutta la popolazione.

Avatar di Fabrizio

Bello il tuo articolo, e interessante e stimolante. Perché problematicizza anziché semplificare.

Per quanto riguardo l'ultima tua osservazione su Berlusconi: questione complessa, perché a mio avviso lui è stato al contempo figlio e artefice di un modo di vedere, vivere e raccontare il mondo. È atterrato su un terreno che in qualche modo gli ha permesso di attecchire, e lui l'ha continuamente poi fertilizzato ben bene.

L'altro aspetto ripugnante del "fenomeno" Corona (che lo trascende) è che lui è un ricattatore. Quando ha iniziato, paparazzava personaggi "famosi" (tipo Barbara Berlusconi - per cortesia notare le virgolette), chiamava l'entourage berlusconiano e si accordava sul prezzo dei negativi da consegnare per non pubblicare (fonte: documentario, mi pare RAI, di diversi anni fa. È lo stesso Corona a spiegare come funzionava). Quel che mi ha sempre colpito non è tanto che un Corona si comportasse così, quanto che il sistema lo accettasse come comportamento normale. "Ahi Italia, di dolore ostello...".

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