Scrollo, ergo dubito

Scrollo, ergo dubito

Backstage

Grazie di tutto il pesce 2025

Tra hikikomori, scandalo della Holden, lavorare nel cinema.

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Kants Exhibition
gen 01, 2026
∙ A pagamento

Capodanno è da sempre una delle giornate che più odio, perché ancora a trentadue anni non ho imparato - però dai sto facendo dei progressi - a liberarmi dalla fomo1 .

Io non ho ancora capito perché questa cosa scatti sempre, però succede a prescindere da dove mi trovi o con chi, non dipende da quanto la serata sia riuscita o meno, è come se il problema non fosse l’esperienza in sé ma quello che le viene appiccicato addosso, le aspettative che restano lì a guardarmi e che puntualmente non vengono mantenute, o forse sono io a non riuscire più a stare dentro a quelle aspettative senza sentirmi fuori tempo. Da quando ho smesso di usare l’alcol come una specie di colla sociale e di buttarmi giù lo Xanax come se fossero caramelle, tutto è diventato più faticoso, più lento, e sì, anche piuttosto noioso, ma almeno adesso so che quella stanchezza non è una fuga, è il prezzo di restare presente.

Quello che mi infastidisce davvero di Capodanno, più della solitudine o della malinconia, è l’ostentazione, questa specie di esposizione forzata di come stiamo vivendo quel preciso momento, come se fosse necessario certificare pubblicamente il nostro stato emotivo, dimostrare che siamo amati, sereni, in pace con noi stessi, oppure che abbiamo scelto consapevolmente di stare da soli giocando ad Animal Crossing o guardando Netflix, come se anche l’isolamento dovesse essere venduto bene, impaginato meglio, reso digeribile. È una polarizzazione continua, o sei felice nel modo giusto o sei triste ma in maniera elegante, ironica, risolta, mai davvero scomposta.

Il punto è che non capisco più se trovo patetica la narrativa che le persone costruiscono intorno alle proprie vite o se, semplicemente, quella sicurezza ostentata mi mette in difficoltà perché io non riesco a sentirmi così composta, così pacificata, così allineata con quello che dovrei provare. Vedo tavole apparecchiate, liste di buoni propositi, bicchieri di plastica con il nome scritto sopra, sorrisi che sembrano sempre sapere dove stanno andando, e mi chiedo se il problema sia la mia incapacità di aderire a quella rappresentazione o il fatto che quella rappresentazione sia, nella maggior parte dei casi, una messa in scena.

Forse stiamo mentendo tutti, io quando mi rifugio nell’idea di essere una narratrice più lucida, più onesta, e loro quando si raccontano come se avessero chiuso ogni conto aperto proprio allo scoccare della mezzanotte. Forse nessuno dei due è più sincero dell’altro, ma a Capodanno questa cosa diventa insopportabile perché la menzogna smette di essere privata e diventa un rito collettivo, una specie di gara a chi sembra stare meglio, mentre io resto lì a chiedermi se il disagio sia non riuscire a partecipare o rendermi conto che partecipare, così, non mi interessa più.

Un’altra cosa che mi manda in corto il sistema nervoso sono i recap di fine anno, quella compulsione a mettere tutto in fila come se dodici mesi potessero davvero stare dentro un elenco ordinato e condivisibile, però se dobbiamo essere ipocriti tanto vale esserlo fino in fondo, quindi non vi tedierò con le solite liste di libri letti o film visti, che servono più a posizionarsi che a ricordare, e userò questo spazio per fare un excursus di come ho attraversato il 2025, senza la pretesa di tirare somme sensate, ma con l’unico obiettivo di capire che forma ha avuto, per me, questo anno mentre succedeva.

“Backstage” è la mia nuova rubrica. Uno spazio volutamente anti-performativo: più intimo, più lento, più vero. Racconterò la mia vita e il tentativo di far diventare la scrittura la mia unica entrata, senza capi né editori. Dentro ci troverete pensieri scritti di getto sulle notizie del giorno, libri che mi passano per le mani, musica che mi tiene in piedi. È come se aprissi la mia Moleskine, o le note del telefono.
Esce ogni giorno o quantomeno
dovrebbe. Dal 1 Gennaio diventa a pagamento.

Fino a domani 2 Gennaio c’è una promo del 40% per chi vuole sostenere questa rubrica.

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